mercoledì 26 gennaio 2011

Melancholic drops








"Zàrate restò sola, voltando le spalle alla chiesa. Fu allora che una pioggerella fina fina si mise a cadere: la pioggia più tenue che mai si fosse vista.
Ormai era trascorsa una settimana intera di nuvole e pioggia, pioggia e nuvole. Una spessa coltre di nebbia copriva immobile il paese. La gente, presa da un presentimento inspiegabile e costante, si guardava senza dire parola. Zàrate non era ancora uscita da casa sua."

Questo racconto si chiama "Maria Girotondo" scritto in una raccolta di "Fiabe e leggende delle Ande e dei popoli del sole" da Giorgio Manzini. L'ho trovato perfetto in queste righe così uggiose che mi ricordavano i giorni in cui ho scattato queste fotografie. Non potendo scattare in esterno mi è venuta l'ispirazione nel fotografare merletti e altro che mi avvicinasse a un mondo intrinseco di fili e disegni, ma ordinato e composto.
Queste foto vi trasmettono la malinconia di quei giorni di pioggia e nebbia?
...
"Zàrate remained alone, turning his back to the church. It was then that a fine fine drizzle began to fall: the rain more tenuous than ever was seen.

It was now spent an entire week of clouds and rain, rain and clouds. A thick blanket of fog covered the land. The people, taken from an inexplicable and constant foreboding, looked without a word. Zàrate was not yet out of his house. "

This story is called "Maria Girotondo", written in a collection of "Fairytales and Legends of the Andes and the peoples of the Sun" by Giorgio Manzini. I found it perfect in these lines so rainy that reminded me of the days when I took these pictures. I could not take in outside I got the inspiration to photograph lace and laces. I got closer to a world intrinsic of wires and drawings, but orderly and composed.
These photos will convey the melancholy of those days of rain and fog?